Le truffe via email e SMS, che sfruttano il nome dell’Agenzia delle Entrate, sono in aumento. L’ultimo avviso dell’Agenzia, datato 5 giugno 2026, segnala una nuova campagna di phishing che prende di mira i contribuenti promettendo falsi rimborsi fiscali e dichiarazioni sulle criptovalute. Questa situazione è particolarmente rilevante per professionisti e imprese, che devono gestire un gran numero di comunicazioni fiscali.
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Come riconoscere le email di phishing
Le email fraudolente che circolano presentano caratteristiche comuni che, se riconosciute, possono evitare spiacevoli sorprese. Innanzitutto, l’indirizzo del mittente spesso non è istituzionale e può contenere domini esteri o nomi alterati. Inoltre, i link contenuti nei messaggi portano a siti esterni non riconducibili al dominio ufficiale agenziaentrate.gov.it. Altri segnali di allerta includono un senso di urgenza e la richiesta di dati sensibili come credenziali bancarie o personali. È importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate non richiede mai tali informazioni tramite email o SMS.
Misure da adottare in caso di sospetti
In presenza di un messaggio sospetto, la prima regola è evitare di interagire. Non cliccare sui link o aprire allegati, e non fornire dati personali o bancari. È consigliato cestinare la comunicazione e verificarne l’autenticità attraverso la sezione “Focus sul phishing” sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Segnalare il messaggio sospetto ai canali indicati dall’Agenzia contribuisce a contenere la diffusione della truffa.
Verificare i rimborsi fiscali reali
I rimborsi fiscali autentici seguono procedure precise: vengono erogati dal sostituto d’imposta in busta paga o accreditati sul conto corrente, purché l’IBAN sia stato comunicato correttamente. Le scadenze e le regole sono stabilite nel calendario dei rimborsi IRPEF. Il modo più sicuro per verificare la propria posizione è accedere al cassetto fiscale con SPID, CIE o CNS, senza seguire link ricevuti via email.
Perché è importante
Queste truffe colpiscono non solo i privati, ma anche le imprese e i professionisti, che gestiscono quotidianamente numerose comunicazioni fiscali. Un errore può portare a gravi conseguenze, come il furto di dati sensibili o perdite economiche. Un esempio pratico riguarda le partite IVA, che potrebbero ritrovarsi con accessi non autorizzati ai conti aziendali se cadono in questi inganni.
Cosa aspettarsi ora
Nel breve termine, è essenziale che i contribuenti e le imprese aumentino la consapevolezza e adottino misure di sicurezza, come l’autenticazione a due fattori e la formazione del personale. L’Agenzia delle Entrate continuerà a monitorare e segnalare tempestivamente nuove truffe. È fondamentale che ogni segnale sospetto sia immediatamente verificato e segnalato per proteggere gli interessi economici e personali.


