Bonus mamme lavoratrici: i criteri di accesso

Il bonus mamme lavoratrici, previsto dalla manovra di bilancio 2024, consiste in un’esenzione dai contributi pensionistici per alcune categorie di lavoratrici con almeno due figli, generando un aumento (limitato) del salario. Il bonus, variabile in base all’IRPEF, non richiede domanda esplicita ma sarà automaticamente riconosciuto dal datore di lavoro da gennaio 2024 a dicembre 2026, salvo la perdita dei requisiti.

Attualmente, le lavoratrici devono presentare una dichiarazione scritta all’azienda per confermare i requisiti, mentre in futuro sarà predisposta una piattaforma online sull’INPS per la comunicazione dei codici fiscali dei figli. L’importo del bonus varia in base all’IRPEF e non tutte ne avranno diritto, escludendo madri di un solo figlio (anche se con disabilità), lavoratrici domestiche, pensionate, lavoratrici a tempo determinato, libere professioniste, disoccupate e collaboratrici occasionali.

Annunciato dal governo Meloni inizialmente per il 1° gennaio, il bonus è stato attivato con un mese di ritardo, con la pubblicazione della circolare dell’INPS avvenuta il 31 gennaio. Il bonus sarà incluso nelle buste paga di febbraio, comprendendo anche la cifra non ancora corrisposta.

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