Il regime forfettario continua a dominare le nuove aperture di Partite IVA nel primo trimestre del 2026, con un aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, il totale delle nuove Partite IVA segna una lieve flessione del 2,2% rispetto al 2025, secondo i dati dell’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze. Questo calo è accompagnato da un cambiamento nella struttura delle aperture: le persone fisiche mantengono la loro quota preponderante, mentre le società di capitali mostrano un incremento significativo.
Tra le forme giuridiche, le persone fisiche rappresentano il 75% delle nuove aperture, segnando una stabilità rispetto all’anno precedente. Le società di capitali, invece, crescono del 3,1%, raggiungendo il 21,1% del totale, mentre le società di persone calano del 9,6%. Particolarmente critica la situazione per i soggetti non residenti, che vedono una drastica riduzione del 72,6%, principalmente nel commercio online.
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Il regime forfettario: una scelta vincente
Il regime forfettario si conferma la scelta preferita per oltre la metà delle nuove Partite IVA, con 104.136 adesioni. Questo regime offre vantaggi significativi, tra cui un’imposta sostitutiva e adempimenti semplificati, rendendolo particolarmente allettante per professionisti e microimprese. Inoltre, nei primi anni, i nuovi forfettari possono beneficiare di un’aliquota ridotta al 5%, a patto che rispettino i requisiti previsti.
Settori in crescita e in declino
Le attività professionali guidano il numero di nuove aperture, seguite dalla sanità e dall’assistenza sociale. Questi settori registrano una crescita del 15%, a differenza del commercio che vede una flessione del 22,4%. La nuova classificazione Ateco 2025 ha introdotto cambiamenti che potrebbero aver influito su questi dati, riorganizzando alcune attività economiche.
Giovani e geografia delle aperture
I giovani fino a 35 anni rappresentano oltre la metà delle nuove Partite IVA individuali, con un incremento dell’1,5% rispetto al 2025. A livello geografico, il Nord Italia domina con il 48,3% delle aperture, mentre le variazioni più significative si registrano in Valle d’Aosta e nella Provincia autonoma di Bolzano.
Perché è importante
La predominanza del regime forfettario indica un crescente interesse verso soluzioni fiscali semplificate, che possono ridurre i costi amministrativi e facilitare l’avvio di nuove attività. Questo è particolarmente rilevante per i giovani e i professionisti che cercano di entrare nel mercato del lavoro con meno vincoli. Un esempio pratico è rappresentato da un giovane consulente che, scegliendo il forfettario, può beneficiare di una tassazione più leggera e di minori obblighi burocratici.
Cosa aspettarsi ora
Nei prossimi mesi, sarà interessante osservare come evolverà il panorama delle Partite IVA, soprattutto in relazione alle politiche fiscali e alle nuove classificazioni settoriali. È possibile che ulteriori chiarimenti normativi possano influenzare la scelta del regime fiscale da parte dei nuovi imprenditori. Inoltre, le variazioni territoriali delle aperture potrebbero suggerire cambiamenti economici regionali da tenere sotto osservazione.
Stando a quanto riportato da Teresa Barone, le dinamiche attuali evidenziano un mercato delle Partite IVA più selettivo e orientato verso il regime forfettario, confermando la sua importanza nel contesto economico attuale.


